Le origini

le originiLe nostre origini risalgono al lontano 1875, come primo Feltrificio Italiano dopo l'unità del Paese (1870). La produzione iniziale era quella dei dischetti di feltro (borre) utili per il caricamento delle cartucce per i fucili a retrocarica che sostituivano egregiamente il vecchio "stoppaccio" spesso falloso essendo fatto di scarti di canapa.
Alle soglie della Prima Guerra Mondiale, l'impresa era giunta ad occupare 250 operai e 50 impiegati. Durante il periodo bellico la ditta fu dichiarata "stabilimento ausiliario", fornendo in tal modo alle amministrazioni militari (arsenali terrestri e marittimi, ai laboratori pirotecnici e alla Direzione d'artiglieria) grandi quantità di feltri di pelo e di lana.

Negli anni '20 , la superficie complessiva dello Stabilimento era di circa 4.000 mq. con macchinari modernissimi e reparti per la produzione di:

dischi di feltro battuto di lana (per la lavorazione di metalli, vetri, specchi cristalli e marmi)
feltri battuti fini colorati di lana (per tomaie, fondi pantofole, abbigliamento, tappeti, selleria, bambole e confezioni diverse)

Nel secondo dopoguerra, l'attività riprende in pieno con una produzione che sfiora i 100.000 Kg di prodotto finito.
La materia prima impiegata (tutta di origine proteica) viene importata soprattutto dal Medio Oriente e i suoi utilizzatori sono concentrati in Italia ma presenti in tutta Europa.
Da qui la necessità di produrre progressivamente feltri per arredamento, in grandi altezze (cm 180), con pura lana vergine I.W.S. carbonizzata, decatizzata, antitarme e antistatica permanente.

Negli anni '70, essendo la produzione estremamente legata alle difficoltà di approvvigionamento della materia prima sempre dallo stesso paese (per avere con le stesse caratteristiche) onde evitare le difficoltà legate alla lavorazione della lana grezza, alla sua successiva tinteggiatura, alla sua omogeneità cromatica, alla costanza qualitativa e anche alla sua competitività sul mercato, l'Azienda costretta a dotarsi di altri tessuti più "contemporanei", moderni ed economici.

Ne costituiscono ancora oggi la "punta di diamante" i seguenti manufatti:

Gli scamosciati, traspiranti e non per impieghi pubblici e privati
I Poliuretanici (p.u.) nelle versioni alifatici ed aromatici
I p.v.c. fono-assorbenti, isolanti, accoppiati e non
Le finte pelli (sky) per le imbottiture terrestri e navali
E "dulcis in fundo" (da qualche lustro) quelli in fibra di vetro incombustibili (e cioè in Classe Zero) che rappresentano l'espressione più alta della nostra tecnologia per le loro caratteristiche di resistenza alle azioni meccaniche e all'abrasione non disgiunta da una estrema facilità di manutenzione e durabilità.

Questo perchè sono destinati infatti agli impieghi più estremi come gli ospedali, le scuole, le università, gli alberghi, gli uffici pubblici e non etc....
Non passa anno però che il nostro Ufficio Sviluppo e Ricerche, anticipando ed interpretando i bisogni del mercato, non realizzi prodotti nuovi, sempre più originali, in grado di fare "tendenza" e che molto spesso sono addirittura unici nel mercato.
Uno per tutti, il tessuto fotocromatico per rivestire superfici verticali ed orizzontali, in grado di modificare la propria cromaticità a seconda della qualità e quantità della luce che lo colpisce.
Non l'abbiamo ancora immesso sul mercato perchè non siamo in grado di garantire, essendo un prodotto durevole, il mantenimento delle sue caratteristiche per almeno 10 anni ma abbiamo ragionevoli speranze di farlo a breve.